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Ieri, oggi, domani: no alla violenza contro le Donne

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
A partire dal 1960, quando le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana, furono – prima – violentate e – poi – uccise dagli uomini dell’esercito dominicano, durante la dittatura di Rafael Trujillo.

Ma violenza non è solo fisica: questa è la punta di un iceberg che – come sempre accade – non si vede. Però esiste.
La violenza riconoscibile è quella fatta di schiaffi, calci, botte, arti rotti e occhi neri.
La violenza che fa più male è quella che non lascia lividi sulla pelle ma nell’anima.
Normalizzazione della disparità di genere: mestieri e attività che le donne non possono svolgere, ruoli apicali che non possono raggiungere, scelte di vita che non possono compiere.
Sottomissione forzata. Il fischio (non richiesto) per strada: circa il 79 per cento delle donne hanno ricevuto molestie prima dei 17 anni, e solo camminando per strada. La condivisione (non consensuale) di materiale intimo: sono 190 i gruppi attivi su telegram che hanno questo scopo, ai quali sono iscritti 9 milioni di utenti. Lo stalking: nel 2021 sono diciassettemilacinquecentotrentanove (17.539) le donne che hanno denunciato qualcuno per 612 bis (gli atti persecutori, lo stalking – appunto -), e chissà quante altre non hanno avuto il coraggio di farlo. La violazione del consenso sul corpo, che non è solo stupro: ma anche la mera scelta di cosa indossare, o quale anticoncezionale utilizzare. La violenza economica, e poi ancora la violenza domestica: spesso sono legate.
La violenza psicologica: quella che corrode il corpo da dentro.
E poi c’è la violenza esplicita: sono quasi 7 milioni di donne che almeno una volta nella loro vita hanno subito una violenza fisica o sessuale.

Questa è la parte dell’iceberg che non si vede, ma che spesso – purtroppo – culmina con la morte: nel 2021 sono state 100 le donne morte per mano di un uomo.
Dall’inizio di quest’anno i femminicidi sono stati 104: significa che muore una donna ogni 72 ore.

La Giornata Internazionale della violenza contro le donne non parla di Donne, ma di Donne e Uomini.
Si dice che gonne lunghe e ingombranti e tacchi siano stati inventati dagli uomini per farle correre più lentamente.
La violenza, di ogni genere, ha radici profonde e radicate nella società.

Questa giornata, e le restanti altre dell’anno, ogni anno, sono un abisso per molte – troppe – donne.

Giornata Internazionale della violenza contro le donne: foto cuori verticale
1522, campagna regionale 25/11/22

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