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Storia di una (ri)nascita

Torna a casa oggi la piccola P.
Da noi ha imparato a sorridere.

Impossibile dimenticare la sua foto in aeroporto, fra le braccia di un anestesista, attaccata all’ossigeno, quasi in fin di vita.
Una storia triste, la sua, che sta volgendo al meglio.

 

IN FOTO: Il Dr. Alexandru Morosan, Anestesista, con l’infermiera Silvia Macuzzi, tengono in braccio la bambina.

Appena nata, nel giugno del 2020, viene abbandonata dai genitori. Contestualmente, la Dottoressa Luca Alina Costina, Cardiologo Pediatra, le diagnostica una grave malformazione cardiaca.
Sola, e con il cuore malato, resiste – e attende – per i primi nove mesi di vita nel lettino del reparto di cure palliative.

Nello stesso arco di tempo, nasce una fortunata e – si potrebbe dire, adesso, con uno sguardo rivolto al passato – provvidenziale collaborazione tra l’Ospedale del Cuore di Massa e l’Ospedale Santa Maria di Iasi: la bambina, dopo essere stata rifiutata da ogni altro Centro, viene accettata da una équipe della Monasterio coordinata dal Dottor Vitali Pak, Cardiochirurgo Pediatrico.

Inizia, per P., una nuova avventura: affidata alla Signora M., il trasporto viene organizzato dalla Dottoressa Luca Alina Costina e dalla Signora Alexandra Grancea.
Purtroppo, il volo aereo costava troppo.
Viene – così – prontamente organizzata una raccolta fondi dall’Associazione Blondie Romania: grazie ad una rapida e generosa raccolta di donazioni, l’Associazione riesce a coprire il costo del volo di € 24.000 in sole 72 ore.
La generosità di Medici, Operatori, Volontari e Donatori ha reso possibile il viaggio fino a Pisa.

A questo punto, sorse un nuovo problema. P. aveva bisogno di un medico che l’accompagnasse, poiché dipendente da ossigeno: il Dottor Catalin Cirstoveanu, Cardiologo Pediatra dell’Ospedale Marie Curie di Bucarest, prezioso collaboratore dell’Ospedale del Cuore, ha deciso di compiere la missione.

Al momento dell’atterraggio, una équipe di medici ed infermieri della Unità Operativa Anestesia e Rianimazione di Massa era pronto a prendere in cura la bambina, con una ambulanza posizionata subito sotto l’aereo.

La piccola arriva a inizio giugno, e viene subito ricoverata in terapia intensiva.
Dopo qualche giorno, viene effettuato un intervento palliativo per la malformazione cardiaca, che offrirà una nuova vita alla piccola paziente, accolta con tanto affetto e calore da tutti gli operatori sanitari della Monasterio.

Durante la sua permanenza in Ospedale, la mamma adottiva vive in una delle case adiacenti, grazie all’infaticabile – e necessario – lavoro dei volontari dell’Associazione “Un cuore, un mondo”.

 

IN FOTO: Il Dr. Vitali Pak, Chirurgo Pediatrico, tiene in braccio la bambina al momento della dimissione, fuori dall’Ospedale del Cuore di Massa.

Oggi, P. torna a casa.
La bambina si trova in buone condizioni, e si trova insieme alla sua amorevole ed instancabile mamma affidataria.

Il ritorno è possibile, ancora una volta, grazie all’Associazione Blondie Romania.

La piccola torna a casa con il volo numero 68 dell’aereo rosa, l’aereo di tanti piccoli salvati, messo a disposizione dalla Compagnia nazionale romena TAROM.
Il sogno di Adelina Toncean rimane l’acquisto di un aereo per l’Associazione Blondie che salvi tutti i bambini per i quali non si trovano ancora le cure all’interno del proprio paese.
L’Associazione nasce in ricordo di un piccolo paziente orfano, “Blondie”, colpito da una malformazione cardiaca, il quale – purtroppo – non è riuscito ad arrivare in tempo in una clinica fuori dalla Romania. L’iniziativa fu – appunto – di Adelina Toncean, la mamma adottiva del piccolo Blondie.

La piccola P. dovrà fare ritorno a Massa per l’intervento di correzione definitiva, e noi l’aspettiamo a braccia aperte.

Ciò che ci riempie il cuore di gioia è che qui, da noi, ha imparato a sorridere.
Complici l’ambiente amorevole, la professionalità degli operatori sanitari, sempre attenti ai diritti dei bambini, ma anche grazie al sole, alla vista che si può godere dall’Ospedale del Cuore, il verde degli ulivi e i colori dei nostri fiori.

Un’altra bella storia di cooperazione internazionale che la Monasterio è orgogliosa di poter raccontare.


“Ha imparato a sorridere.
Grazie a Voi ride quando vede gli ulivi e il sole in collina dietro l’Ospedale”