Massa, 23 luglio 2026. Una piccola farfalla, in equilibrio, su una piramide di cuori. Leggera, quasi sospesa. Maestosa nella sua leggiadria. Simboleggia la speranza. Sotto di lei un serpente tenta invano di risalire, sconfitto. Il cuore, la malattia che si insinua e la speranza che la ricerca e la cura donano ai pazienti. È questa la forza simbolica di “Fantastica storia di cuori”, la scultura realizzata dallo “scolpitore” Mauro Bondielli e inaugurata questa mattina, 23 luglio, alla presenza delle istituzioni, all’esterno all’Ospedale del Cuore di Monasterio. Nove cuori in marmo bianco, simbolo di purezza, sui quali si inerpica un serpente che nell’opera rappresenta la malattia. In alto un passerotto, a significare il valore dell’amicizia e la farfalla, simbolo della cura e della speranza che, attraverso la ricerca, la competenza e l’umanità, accompagna il percorso dei pazienti.
La scultura nasce da un’idea del professor Ennio Bongiorni, scomparso un anno fa, nonno della piccola Maria Vittoria, una paziente dell’Ospedale del Cuore che, dopo il percorso di cura, è diventata amica di Monasterio. Una storia personale che si trasforma in un messaggio universale, dedicato a tutti i bambini e alle famiglie che ogni giorno entrano in ospedale portando con sé paure, attese e speranze.
Realizzata in marmo bianco donato da Cave Michelangelo, l’opera rappresenta anche un importante segnale di vicinanza del territorio a Monasterio e alla sua comunità. Un dono che unisce arte, artigianato, eccellenze locali e sanità. Mauro Bondielli, che ama definirsi uno “scolpitore”, e non uno scultore, per sottolineare il rapporto diretto con la materia e il valore del sapere artigiano, è autodidatta. Unisce creatività e altissima competenza tecnica, conoscenza del marmo e capacità manuale, dando vita a opere in cui la precisione del gesto incontra la forza del racconto.
In questa giornata speciale permettetemi di ricordare e ringraziare prima di tutti Vittorio Lorenzetti, recentemente scomparso e a cui ero legato da sinceri sentimenti di simpatia e stima. E’ stato Vittorio a farmi conoscere Mauro Bondielli. Un grazie speciale va a proprio a lui e a Cave Michelangelo per aver messo a disposizione il marmo -. “Fantastica storia di cuori” non è soltanto una scultura, ma un simbolo. Racconta il legame profondo tra il nostro ospedale e il territorio che lo circonda, ma soprattutto racconta una storia di speranza. Una speranza che nasce dall’esperienza di Maria Vittoria e della sua famiglia, che hanno saputo trasformare un percorso di cura in un messaggio rivolto a tutti. A Maria Vittoria va il nostro abbraccio più affettuoso. Quest’opera, da oggi davanti al nostro ingresso, ci ricorda ogni giorno il valore della ricerca e della cura per guardare al futuro con fiducia.
Ci sono luoghi in cui la parola cuore assume un significato ancora più profondo. Questa scultura racconta proprio questo: l’incontro tra i cuori scolpiti nel marmo e i cuori che ogni giorno, all’Ospedale del Cuore, vengono curati e restituiti alla vita. Un incontro tra l’arte e la medicina, tra la bellezza e la speranza, che rappresenta bene ciò che questo ospedale è per il nostro territorio e per il mondo: un’eccellenza capace di prendersi cura del cuore delle persone, nel senso più vero e profondo della parola.
Ho voluto donare quest’opera perché conosco Monasterio non soltanto come artista, ma anche come paziente. Qui ho trovato professionisti di altissimo livello, ma soprattutto persone capaci di prendersi
cura delle persone con competenza, disponibilità e umanità. “Fantastica storia di cuori” nasce proprio da questa esperienza: è il mio modo di dire grazie e di lasciare un segno che possa accompagnare chi arriva all’Ospedale del Cuore. Mi auguro che ogni paziente e ogni familiare, guardando quella farfalla che domina i cuori possa trovare un messaggio di fiducia e di speranza.
Ricordo ancora l’entusiasmo con cui mio padre e Mauro iniziarono a parlare di quest’opera. Vederli dare forma a quell’idea è stato emozionante, ma oggi lo è ancora di più. Questo ospedale mi ha restituito il bene più prezioso: la mia seconda figlia Maria Vittoria. E da oggi custodisce anche un’altra parte del mio cuore, perché qui resterà per sempre il ricordo di mio padre, attraverso la sua idea e questo meraviglioso dono. In questo Ospedale non solo è tornata alla vita mia figlia, ma da oggi continua a vivere anche un pezzo di mio padre. Per questo che l’Ospedale del Cuore sarà sempre la nostra seconda casa.


